Cadere, rialzarsi, ripartire: la lezione di Luigi Rossi

Autore: Chiara Martin

Fotografie: Fabio Camporeale

La Riunione Tecnica del 30 marzo 2026 della Sezione AIA di Treviso si è trasformata in un momento di autentica condivisione, capace di andare ben oltre i consueti contenuti tecnici. Ospite della serata Luigi Rossi, assistente arbitrale della Sezione di Rovigo in forza alla Commissione Nazionale Serie A-B, che ha saputo conquistare l’attenzione dei presenti con un intervento intenso e profondamente umano.

Fin dalle prime battute, Rossi ha voluto coinvolgere attivamente la platea: ha chiamato accanto a sé due giovani arbitri del penultimo corso, chiedendo loro impressioni e motivazioni alla base della scelta di intraprendere il percorso arbitrale. Subito dopo, ha posto le stesse domande a due associati “veterani”, creando un interessante confronto tra entusiasmo iniziale ed esperienza consolidata.

Da lì, il racconto si è fatto personale. Rossi ha ripercorso il proprio cammino arbitrale, iniziato a 16 anni, interrotto e poi ripreso, dopo quasi un quinquennio, a 21 in un momento delicato della sua vita: “Sono tornato con una consapevolezza diversa, cercando nell’arbitraggio una nuova direzione”. 

Dopo aver rifrequentato il Corso Arbitri e superato nuovamente l’esame, Rossi ha iniziato una scalata costruita su impegno e passione, dal Comitato Regionale Veneto fino alla CAN D e, quindi, alla promozione in CAN C. “Ho sempre cercato di dare il massimo, ma soprattutto di divertirmi”, ha sottolineato.

Un passaggio fondamentale del suo percorso è stato però il momento di crisi: la perdita di motivazione e la successiva dismissione dal ruolo: “all’inizio non accettavo quell’esito”, ha ammesso Luigi con sincerità. 

La svolta è arrivata grazie al passaggio al ruolo di Assistente Arbitrale e a un profondo lavoro su sé stesso, che ha costituito il cuore della Riunione Tecnica.

Rossi ha infatti introdotto il tema dei cinque imperativi comportamentali – “Sii perfetto, Compiaci, Sbrigati, Sforzati e Sii forte” – spiegando come questi messaggi inconsci possano influenzare negativamente prestazioni e benessere. Un’analisi lucida e concreta, segno evidente di un percorso di crescita personale autentico.

Non sono mancati i momenti emozionanti, come il ricordo della prima designazione in Serie A, resa ancora più speciale dalla presenza, all’esordio, del trevigiano Luca Mondin: un intreccio di storie e appartenenze che ha emozionato la sala. Su stimolo delle domande dei ragazzi, Rossi ha poi approfondito il tema della gestione dell’errore, illustrando un approccio improntato all’apprendimento e alla crescita, e ha condiviso la propria esperienza internazionale in Nations League.

A chiudere la serata, le parole del Presidente di Sezione Calogero Castellino, che hanno colto perfettamente il senso dell’incontro: “Quando si parla di cose personali, si va oltre. Ti ringrazio davvero di cuore per aver condiviso con noi te stesso”. Un ringraziamento che riassume una riunione capace di lasciare un segno profondo in tutti i presenti.